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Clinica Veterinaria Giaconella

Osteoartrosi

L’osteoartrosi non è una patologia da “normale invecchiamento”: è un problema specifico che colpisce distretti corporei ben definiti e presenta cause predisponenti identificabili.

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L’osteoartrosi (OA) non può essere considerata semplicemente come una patologia da “normale invecchiamento”: è un problema specifico che colpisce distretti corporei ben definiti e presenta cause predisponenti identificabili. Possiamo e dobbiamo combattere i segni clinici dell’osteoartrosi nei nostri pazienti anche in modo precoce attraverso la prevenzione, siano essi cani o gatti.

Con il termine di Osteoartrosi, definiamo il risultato finale di una malattia o di un insieme di malattie a lenta evoluzione che colpisce le articolazioni mobili, e che clinicamente è caratterizzato dalla graduale comparsa di dolore, rigidità e limitazione della mobilità. Tutte le razze e le specie possono esserne colpite.

Instabilità e incongruenza articolare, distribuzione irregolare del peso e lesioni preesistenti sottopongono le cartilagini articolari a stress e infiammazione cronica: così l’organismo cerca di stabilizzare la zona interessata attraverso la proliferazione ossea.

Diagnosi e Riconoscimento

La diagnosi o il riconoscimento dell’OA può avvenire attraverso l’utilizzo di schede di valutazione del dolore articolare. In molte occasioni, il proprietario imputa erroneamente la diminuzione della mobilità e la mancanza di vitalità del proprio animale domestico all’età avanzata.

La palpazione muscolare sistematica — inclusi i muscoli masticatori, la zona cervicale, la zona paraspinale e i gruppi muscolari maggiori di ogni arto — rappresenta un ottimo inizio per instaurare un protocollo di valutazione del dolore provocato dall’OA. Nel caso in cui si riscontrino zone dolorose o contratte, è necessario integrare questa valutazione muscolare con un esame neuro-ortopedico della zona colpita. Prima di formulare una diagnosi di OA, è fondamentale escludere altre cause di dolore muscoloscheletrico, quali:

  • Osteosarcoma

  • Osteomielite

  • Artrite settica

  • Lesioni dei tessuti molli

Per questo motivo, oltre a raccogliere una storia clinica completa e a effettuare un esame clinico approfondito, è necessaria l’esecuzione di radiografie dei punti dolorosi individuati. Le radiografie aiutano a identificare i cambiamenti ossei delle articolazioni e dei tessuti limitrofi, oltre a escludere osteolisi, proliferazioni ossee anomale e altre patologie non correlate all’OA. I cambiamenti radiologici osservabili nelle articolazioni artrosiche includono:

  • Perdita non uniforme dello spazio articolare

  • Formazione di osteofiti

  • Sclerosi subcondrale

  • Irregolarità delle superfici articolari

Trattamento: Un Approccio Multimodale

Il trattamento di questo tipo di dolore cronico deve basarsi su un approccio multimodale. Oltre alla combinazione di vari farmaci antidolorifici, non si devono trascurare le terapie non farmacologiche che, sempre più spesso, determinano il successo del protocollo terapeutico. Le misure non farmacologiche includono:

  • Programmi per la perdita e il controllo del peso

  • Somministrazione di nutraceutici

  • Applicazione di misure antidolorifiche non convenzionali (quali agopuntura, termoterapia, elettrostimolazione nervosa transcutanea e terapia laser)

  • Tecniche di riabilitazione

Il ruolo del peso corporeo

Diversi studi hanno dimostrato che la sola diminuzione del peso del paziente migliora sensibilmente i segni clinici e la mobilità. L’obesità è uno dei maggiori fattori predisponenti, poiché sottopone le articolazioni a uno stress meccanico extra. Inoltre, contribuisce a uno stato di infiammazione cronica sistemica: il tessuto adiposo, infatti, ha la capacità di sintetizzare citochine metabolicamente attive.

Nutraceutici

I prodotti utilizzati possono essere divisi in due classi principali:

  1. Glicosaminoglicani: i prodotti a basso peso molecolare con glucosamina e condroitina sono i più prescritti. L’evidenza scientifica è variabile e dipende dal prodotto utilizzato: alcuni studi hanno dimostrato una diminuzione del grado del dolore, mentre altri mostrano effetti condroprotettivi.

  2. Acidi grassi insaturi omega-3: gli oli di pesce ricchi di acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA) sono noti per i loro effetti antinfiammatori. Oltre a questo, sono utili per migliorare la salute cardiaca, renale e dermatologica, nonché per ridurre la frequenza di alcune neoplasie.

Misure Antidolorifiche e Riabilitazione

Tra le terapie non convenzionali, la più rilevante è l’agopuntura. Sebbene non tutti i suoi meccanismi d’azione siano completamente noti, essa favorisce il rilascio di endorfine, il rilassamento degli spasmi muscolari e la diminuzione della trasmissione nocicettiva al midollo spinale. Molti studi ne dimostrano l’utilità analgesica, sebbene sia difficile che possa controllare il dolore cronico se utilizzata come unica misura terapeutica.

Le tecniche di riabilitazione mirano a un aumento della funzionalità delle articolazioni interessate. Gli esercizi variano a seconda del grado di dolore o della disfunzionalità del paziente, includendo esercizi aerobici che favoriscono il rafforzamento muscolare.

Autore: Aniello Raimondo