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Clinica Veterinaria Giaconella

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Il Dolore nel Cane e nel Gatto

Il Dolore nel Cane e nel Gatto

Il Dolore nel Cane e nel Gatto

Il dolore è definito in medicina come un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole, associata a un danno reale o potenziale dei tessuti.
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Il dolore non è solo una reazione chimico-fisica, un sintomo o una stimolazione elettrica; è un’esperienza che il nostro animale può vivere in corso di un evento scatenante acuto, oppure durante una malattia o un processo morboso che reca danno. È riconosciuto nel mondo scientifico un coinvolgimento della sfera emotiva e comportamentale, che influisce sulla vita dei pazienti, sul loro modo di relazionarsi e sul decorso della malattia.

Distinguiamo nei nostri animali due tipologie diverse di dolore:

  • Acuto: può essere dovuto a un trauma, a una patologia o a un intervento chirurgico.

  • Cronico: costante nel tempo (può avere picchi di intensità variabile, ma è comunque sempre presente). È la tipologia più diffusa nell’animale anziano che soffre, ad esempio, di una patologia osteoarticolare o di una malattia degenerativa; anche il dolore oncologico è spesso cronico.

Il dolore è presente in diverse condizioni chirurgiche e traumatiche perché parte integrante di una risposta infiammatoria dell’organismo animale, con sensazioni analoghe a quelle che potrebbero essere percepite dall’uomo. Si tratta di un sintomo molto spesso sottovalutato negli animali, i quali non possono parlare per esprimere il proprio disagio e non sanno comunicare il problema finché non diventa evidente agli occhi dei loro compagni umani.

In generale, è fondamentale monitorare sempre il comportamento: cambiamenti improvvisi nel carattere e nelle abitudini sono spesso manifestazioni di disagio. Un animale improvvisamente aggressivo, che non cerca più il contatto o addirittura lo sfugge, la perdita di appetito o l’apatia, sono segnali sempre validi che indicano che qualcosa non va. Ogni specie ha però dei comportamenti peculiari che devono fungere da campanello d’allarme.

L'analgesia Preventiva: agire prima del dolore

Per quanto riguarda il dolore di natura chirurgica, la medicina veterinaria moderna è oggi in grado di agire proattivamente. L’anestesista e il chirurgo possono prevedere con buona approssimazione l’entità dello stimolo doloroso e somministrare i corretti protocolli analgesici prima ancora che il dolore si manifesti. Si parla in questi casi di analgesia preventiva: un approccio sistematico volto a rendere il post-operatorio il più confortevole possibile, agevolando sensibilmente i tempi di recupero del paziente.

Allo stesso modo, in presenza di malattie degenerative, osteoarticolari o oncologiche, è possibile intervenire con terapie analgesiche a basso dosaggio volte a prevenire l’insorgenza di picchi di dolore acuto.

Approccio multimodale: non solo farmaci

La medicina del dolore non si limita alla semplice somministrazione di farmaci. Si tratta di un approccio integrato che cura il sintomo in tutte le sue espressioni, affiancandosi alla terapia della causa scatenante. In prima linea, specialmente nelle fasi acute, i farmaci analgesici sono spesso supportati dall’uso di nutraceutici, utili nel modulare la risposta dell’organismo e diminuire la percezione dello stimolo doloroso. Tuttavia, per una gestione completa, entrano in gioco terapie riabilitative, fisioterapia e laserterapia, che agiscono sinergicamente per migliorare la funzionalità e il benessere generale.

Il concetto cardine dell’Officina del Dolore consiste nel trattare il dolore non come un semplice “segnale”, ma come una malattia vera e propria con un proprio decorso.

L’obiettivo primario è la cura del dolore in sé, con il fine ultimo di garantire la miglior qualità di vita possibile al paziente, anche e soprattutto in presenza di patologie gravi o in stadio terminale.

Il Dolore nel Cane

Il cane che prova dolore è irrequieto, cambia posizione di continuo e pare concentrato su se stesso, senza mostrare curiosità verso quello che accade intorno. Spesso tiene le orecchie basse, distoglie lo sguardo e sfugge alle interazioni. Se toccato, si allontana o si ritrae, arrivando a guaire o a minacciare di mordere se la sollecitazione avviene nei punti all’origine del dolore.

Se il dolore è a carico dell’apparato osteoarticolare, possiamo notare che zoppica o cammina in modo rigido (specialmente nei cani anziani con una patologia cronica o degenerativa). Sono da tenere d’occhio anche la perdita d’appetito e il cambiamento delle abitudini igieniche: un cane che improvvisamente sporca in casa manifesta sicuramente un disagio. Anche il leccare insistentemente una zona è un segnale d’allarme da non ignorare.

Il Dolore nel Gatto

I gatti tendono a mascherare i momenti di dolore e malattia ancor più del cane: si tratta di una strategia di sopravvivenza tipica della specie. Cambi di comportamento repentini sono sicuramente indicatori di un problema, così come il nascondersi per molto tempo in luoghi appartati (qualora non fosse già un’abitudine consolidata).

Un gatto che prova dolore sfugge il contatto e reagisce male se toccato; potrebbe passare molto tempo nella stessa posizione e smettere di usare correttamente la lettiera. Notiamo inoltre che spesso smette di curare la propria igiene o, al contrario, lecca in modo ossessivo l’area interessata dal dolore.

Autore: Aniello Raimondo

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Clamidiosi nel gatto

Clamidiosi nel gatto

Infezione respiratoria del gatto data da chlamydia pittaci, microrganismo intracellulare. Si manifesta con congiuntivite mono o bilaterale. Rinite con scolo nasale, a volte polmonite.

Apparati coinvolti

Apparato respiratorio e oftalmico. Spesso colpisce i gattini di 2-6 mesi di età

Diagnosi

Raschiato congiuntivele dove cercare il microrganismo nel citoplasma

Come si cura

Farmaco di scelta è la tetraciclina per bocca e antibiotici sempre a base di tetraciclina per gli occhi. La cura dura 3 4 settimane

Come si previene

Con la vaccinazione

Rischi per l'uomo

Potrebbe forse dare una congiuntivite all’uomo.

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Vaccinazioni del cane

Vaccinazioni del cane

Le vaccinazioni del cane sono registrate su un apposito libretto, che contiene i dettagli di ciascun vaccino e la data di somministrazione.

È firmato dal veterinario dell’animale e costituisce un registro permanente, necessario per dimostrare la storia vaccinale del cane qualora debba essere introdotto in una pensione o debba viaggiare al seguito della propria famiglia adottiva.

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Cimurro del cane

Cimurro del cane

Malattia del cane di origine virale, morbillivirus. Rialzo termico dopo 5 giorni dall’infezione si ha poi un secondo rialzo dopo qualche giorno. Scolo nasale e congiuntivele. Manifestazioni neurologiche con contrazioni e movimenti della bocca come se masticassero chewin gum. Neuriti del nervo ottico, infiammazioni dell’occhio, nei cuccioli ipoplasia dello smalto dentale, indurimento dei cuscinetti plantari e del naso.

Apparati coinvolti

Tessuti linfatici , epiteliali del tratto respiratorio, alimentare, urogenitale e nervoso.

Diagnosi

Titolo degli anticorpi in due tempi per distinguere gli anticorpi del vaccino, se il cane è vaccinato, e poi secondo titolo anticorpale per vedere se la malattia è in corso. Ricerca del virus nel liquido cefalorachidiano.

Come si cura

Antibiotici per le infezioni secondarie e terapia sintomatica del vomito e diarrea. Attenzione alla disidratazione il tasso di mortalità è del 50%

Come si previene

Vaccinare i cuccioli a due mesi di età poi ripetere il vaccino dopo 1 mese e poi una volta l’anno

Rischi per l'uomo

Pur essendo un morbillivirus non è pericoloso per l’uomo.

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Calcivirus nel gatto

Calcivirus nel gatto

Malattia di origine virale del gatto. Frequente nei gatti con meno di sei settimane. Insorgenza improvvisa. Scolo oculare e nasale, ulcere sulla lingua, dispnea, polmonite, febbre.

Diagnosi

Radiografia dei polmoni, test di laboratorio non sono caratteristici

Come si cura

Antibiotici ad ampio spettro (amossicillina). Non ci sono antivirali specifici, pomate oculari antibiotiche. Terapia generale di sostegno.

Come si previene

Si devono vaccinare i gatti a partire dai due mesi di età e ripetere il vaccino dopo 1 mese e poi annualmente.

Cosa può succedere

Con la terapia può guarire del tutto, se ci sono complicazioni batteriche può morire. I gatti guariti possono eliminare il virus per lunghi periodi

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Alopecia

Alopecia

Caduta o mancata crescita di pelo in zone ristrette o su tutto il corpo causata da diversi fattori: cause genetiche; squilibri endocrini; alimentazione; parassiti e microrganismi; patologie immunomediate; stress; farmaci utilizzati per disturbi di altri apparati

Esami da fare

Esame citometrico e profilo biochimico. Test su tessuti.

Come si cura

A seconda delle cause si avrà specifico trattamento farmacologico.

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